Il gruppo storico risorgimentale si è gradatamente formato a partire dalla primavera del 2011, proprio nell'anno in cui cadeva il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, ed opera con tre sezioni autonome e complementari:

Il gruppo storico risorgimentale si è gradatamente formato a partire dalla primavera del 2011, proprio nell'anno in cui cadeva il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, ed opera con tre sezioni autonome e complementari:

Reparti di Fanteria

SEZIONE DI FANTERIA

Si presenta con i seguenti reparti:

2° Rgt. Fanteria di Linea "Brigata Savoia"

Uniformi prima Guerra di Indipendeza 1849La Brigata Savoia, insieme alla Brigata Guardie, costituiva uno dei reparti di più antica tradizione nell'esercito sardo-piemontese. Era disitinta in due reggimenti, a loro volta suddivisi in diverse compagnie. Lo stesso re Vittorio Emanuele II vestì i panni di ufficiale della Brigata Savoia.
A differenza degli altri reparti che, col tempo, subirono numerose modifche nelle uniformi e nel corredo, la Brigata riuscì sempre a mantenere una caratterizzazione, sino al suo definitivo scioglimento nel 1871: il colore rosso scarlatto.

avanti savoiaIl rosso scarlatto venne conservato nella modifica alle uniformi di tutti i reparti di fanteria avvenuta nel corso della Prima Guerra d'Indipendenza; tale colore venne posto sia nelle filettature sulla tunica sia nel panno di copertura del chepì e, naturalmente, nella cravatta.
Un ulteriore dettaglio nell'uniforme della Brigata Savoia veniva poi rappresentato dal colletto della tunica: in velluto nero con filettatura rossa.
Durante la Seconda Guerra d'Indipendenza, le nuove varianti uniformologiche apportate al corredo della truppa, determinarono l'abbandono graduale della tunica, sostituita dal cappotto (mod. 1854) di panno grigio-azzurro e dal chepì di colore turchino con tre filetti del colore di Brigata.
La Brigata Savoia potè mantenere le mostre in velluto filettato di rosso sul colletto del cappotto.

Dal 2011, il nostro gruppo risorgimentale è gemellato con Le Brigade de Savoie, associazione con sede in Savoia (Francia) e che riproduce lo stesso reparto dell'esercito sardo-piemontese durante la Guerra di Crimea.

3° K.K. Grenzer Infantry "Oguliner"

Oguliner Grenzer InfantryI Grenzer, noti in Italia come confinari, ma anche semplicemente come Croati dal loro ruolo di origine e di stazionamento della maggior parte dei loro reggimenti, erano i "soldati di confine" al servizio dell'impero d'Austria che avevano il compito di presidiare il confine tra l'impero asburgico e quello ottomano, in origine di quasi mille chilometri, in cambio della terra loro assegnata.
Si trattava di una serie di reggimenti di fanteria leggera, però meno "specializzati" degli Jäger: erano infatti strutturati e armati come fanteria di linea e in grado di svolgere eccellentemente entrambi i ruoli.
Ciò che li distingueva dalle altre truppe era però la struttura sociale da cui traevano origine: vere e proprie comunità semi-indipendenti di contadini-soldati, dove tutti gli uomini abili avevano l'obbligo di portare le armi per presidiare la linea di frontiera.
Accanto alla normale uniforme da campo (feldmontur) di colore bianco, fornita dallo Stato, i frontalieri furono autorizzati a portare, durante il loro regolare servizio sul confine militare anche una uniforme (hausmontur) autoprodotta nell'ambito delle proprie comunità (zadruga), che per essere tinta con l'uso di cortecce, diventava di color marrone scuro.

2° Btg. Carabinieri Genovesi

cittadella2016carabinieri genovesiPer il periodo relativo alla Terza Guerra di Indipendenza, oltre a portare avanti la rappresentazione della fanteria di linea del neo nato Regio Esercito, sono state affrontate le esperienze delle campagne garibaldine, riproducendo le divise di alcuni reparti volontari tra cui i Carabinieri Genovesi.
Una compagnia di duecento volontari fu formata a Genova nel 1859 allo scoppio della seconda guerra d'indipendenza italiana contro l'Austria con i soci della Società di Tiro Nazionale fondata nel 1852; successivamente una cinquantina di essi furono incorporati nel 2º Battaglione del 3º Reggimento dei Cacciatori delle Alpi, comandato da Nino Bixio. 
Dopo la seconda guerra di indipendenza la compagnia si sciolse, ma il mazziniano Antonio Mosto il 5 maggio del 1860, fornì una trentina di moderne carabine (da qui il nome) e sotto il suo comando partì da Quarto coi Mille un reparto di Carabinieri Genovesi. Assegnati alla 7ª Compagnia del Cairoli parteciparono allo sbarco a Marsala, in seguito nella battaglia di Calatafimi ebbero cinque morti e dieci feriti. Durante l'insurrezione di Palermo entrarono in città per il ponte dell'Ammiraglio e porta Termini e furono citati all'ordine del giorno per il combattimento al monastero dei Benedettini
Nel 1861 furono sciolti, ma nel 1866 con lo scoppio della terza guerra d'indipendenza italiana, il maggiore Antonio Mosto fu autorizzato a creare un corpo composto da molti dei vecchi Carabinieri genovesi e da giovani volontari provenienti dallo stesso territorio, denominato dei "Bersaglieri volontari". Inquadrati nel 1º Battaglione bersaglieri, risposero di nuovo all'appello di Garibaldi con il quale combatterono valorosamente a Montesuello ed a Bezzecca. Non portavano il cappello piumato, ma un berretto con visiera. Nel 1867 qualcuno di essi fu a Mentana e a Monterotondo contro francesi e Pontifici.

Reparti di Cavalleria

SEZIONE DI CAVALLERIA

Si presenta con i seguenti reparti:

6° Rgt. a cavallo "Aosta Cavalleria"

6 Reggimento Aosta CavalleriaA seguito della conquista napoleonica del Piemonte nel 1796, gli squadroni del Reggimento Aosta Cavalleria, fondato nel 1774, vennero sciolti ed incorporati nel Piemonte Reale e Savoia Cavalleria.
Il 3 ottobre 1831 il re di Sardegna Carlo Alberto, nel riorganizzare l'Arma di Cavalleria, ne decretava la ricostituzione con il nome di Reggimento “Aosta Cavalleria” a Vercelli su sei squadroni con armamento e cavalli da dragoni.
Nel 1848-1849 il Reggimento "Aosta" prese parte alla prima guerra di indipendenza distinguendosi nella campagna del 1848; combatté a Goito l'8 aprile, successivamente si distinse a Mantova il 18 aprile e a Santa Lucia il 6 maggio. Infine di nuovo a Goito il 30 maggio e nei combattimenti di Sommacampagna e Custoza il 25 luglio.
Durante la campagna del 1849, il 23 marzo, nella battaglia di Novara meritò la sua prima ricompensa allo stendardo, una medaglia d'argento, "per l'ottima condotta tenuta alla battaglia di Novara e in tutta la campagna del 1849".

carica di cavalleria piemontese 1848A seguito dell'ulteriore riordino della cavalleria piemontese, nel 1850, l'Aosta Cavalleria si trasformava, in Cavalleggeri di Aosta, lasciando l'elmo per il chepì rosso.
Il reggimento nello stesso anno concorreva alla formazione dei Cavalleggeri di Alessandria e, nuovamente armato di lancia, sciabola e pistolone nel 1852, fornì nel 1855 il primo squadrone per la costituzione del Reggimento di Cavalleria "provvisorio" che sarà poi impiegato nella guerra di Crimea (1855-1856), dove prese parte ai combattimenti di Kamara e della Cernaja.
Nella seconda guerra di indipendenza del 1859 i Cavalleggeri di Aosta combatterono a Castelnuovo Scrivia il 5 maggio, poi nella grande e vittoriosa giornata di Montebello (20 maggio), a Ca Sojeta il 24 giugno e parteciparono all'assedio di Peschiera dal 26 giugno al 7 luglio.
Nel 1860 il reggimento assunse l'attuale denominazione di Lancieri di Aosta; venne impiegato dal febbraio 1863 al marzo 1864 nelle operazioni contro il brigantaggio in Capitanata, nelle Murge e nella zona di Bari. Rientrati in guarnigione a Milano, i Lancieri di Aosta partirono di qui per la terza guerra di indipendenza ai primi di maggio del 1866 agli ordini del colonnello Alessandro Vandone di Cortemilia che, con il grado di capitano, aveva comandato il primo squadrone di Aosta nel Reggimento “provvisorio” di Cavalleria per il corpo di spedizione in Crimea nel 1855. Nella giornata cruciale della sanguinosa battaglia di Custoza (24 giugno 1866), i "Lancieri di Aosta", per proteggere la ritirata della I Divisione di fanteria inseguita tenacemente dagli austriaci, caricarono il nemico per ben 14 volte: cinque volte l'intero reggimento e nove volte per squadroni e per plotoni.

Husaren-Regiment “Federico Guglielmo III. König von Preußen” Nr. 10

Le riforme organizzative che interessarono la cavalleria austriaca dopo gli anni della rivoluzione del 1848-49, comportarono per la cavalleria leggera la trasformazione nel 1851 di tutti e sette i reggimenti cavalleggeri (Chevaux-legers), col che questo corpo venne definitivamente sciolto, sei dei quali diventarono ulani e uno dragoni.
Gli ussari, che, in seguito agli avvenimenti di quegli anni di guerra, subirono pesanti depurazioni soprattutto tra gli ufficiali che avevano obbedito al governo magiaro, mantennero invariato il numero dei reggimenti in un corpo di così grande prestigio.
Gli ussari venivano riorgannizzati in 12 reggimenti; le combinazioni cromatiche del panno delle divise, bottoni e colore dei copricapi (shakò) determinava il reparto di appartenenza.

reparti di cavalleria storica visti dall'alto

Pronto Soccorso e Logistica

Soccorso e Personale Civile

saturazione di una ferita durante la rievocazione storicaAltra sezione attiva nel periodo risorgimentale è quella legata al pronto soccorso ed al personale civile che accompagna i reparti militari.

Si tratta di un reparto operativo in ambito logistico, mettendo a disposizione la tenda ed il materiale didattico per il primo soccorso in ambito militare.
Emulando l'operato delle vivandiere di campo ed ancor più le azioni di storiche figure (es. Florence Nightingale, Henry Dunant), le nostre rievocatrici presentano le tecniche di primo soccorso operate direttamente sui campi di battaglia, in attesa del ricovero e trasporto nei centri di maggior cura, quali gli ospedali civili e militari.

chirurgiadacampo

Questo reparto completa il proprio operato con il supporto logistico, quale la preparazione dei pasti per l'intero gruppo, cucinando in loco con legna e bracieri, la fornitura di tavoli e sedute, velari da campo e quanto necessario per il sostentamento dei militari e dei civili stessi.
Dal 2015, unico gruppo storico in Italia, il reparto logistico propone lo spaccio campale, un'area attrezzata dove è possibile "acquistare" ed gustare cibo e bevande tipiche del periodo risorgimentale.